Io davvero non lo so se esiste il paradiso, né se magari ce ne sia uno riservato agli artisti. Ma se mai in qualche altra dimensione fuori da questo mondo c’è davvero qualcosa che possa assomigliargli, spero che Carlo Monni e Ray Manzarek siano là. E sorrido al pensiero di quel che potrebbero già stare combinando.
Fango e gloria
Scusate la riflessione demagogico-populista ma in un paese che nel fango ci sguazza bellamente e regolarmente, dalla politica al calcio (basta vedere com’è finita ingloriosamente, per il calcio inteso come movimento, la corsa per la Champions League), avere la possibilità ogni tanto, il sabato o la domenica, di calpestarne un po’ di quello sano, per giunta in mezzo a gente in gamba lo considero un privilegio.
P.S. Il video lo ha confezionato il Giova, uno di quella gente in gamba di cui sopra. Gli Iron Kids in tenuta nera fanno parte della famelica Under 8 del Bombo Rugby Firenze, Sezione Scandicci. Tra un placcaggio, uno scivolone e una meta, a bordo campo (intorno al minuto 4′ esibendo pure degli improbabili calzettoni arancioni), si intravede anche il tenutario di questo blog. Viva il rugby!
Società in rivolta. A Cernusco
Grazie le faremo sapere
A proposito di trasparenza, nella pagina “Chi sono” trovate il link al curriculum aggiornato al maggio 2013.
Breve storia dello Stato sociale
IN LIBRERIA
DAL 16 MAGGIO
-
FULVIO CONTI
GIANNI SILEI
BREVE STORIA
DELLO STATO SOCIALE
Nuova edizione
pagine: 256
prezzo di copertina: € 21,00
Collana Studi Superiori (892)
ISBN 9788843069040
Gli autori ricostruiscono la storia dello Stato sociale in una prospettiva comparata e di lungo periodo: dall’analisi delle forme di assistenza ai poveri nell’Inghilterra elisabettiana alla diffusione delle assicurazioni occupazionali nella Germania di Bismarck e nel resto d’Europa; dalla nascita del concetto di sicurezza sociale nell’America di Roosevelt alla strada seguita in quegli anni dagli Stati totalitari, alle alterne vicende del welfare state nel mondo occidentale. Nella nuova edizione rivista e aggiornata il libro illustra, infine, i nuovi sentieri che lo Stato sociale ha cominciato a percorrere per rispondere alle sfide dei grandi cambiamenti sociali, economici e demografici oggi in atto. Sopravviveranno i sistemi di welfare all’onda d’urto della crisi economica e al perdurante appeal delle teorie neoliberiste? Gli autori propendono per una risposta positiva e ne individuano le ragioni in due aspetti che da sempre rappresentano altrettanti elementi fondativi dello Stato sociale: la sua flessibilità, l’attitudine cioè a intercettare i mutevoli bisogni della società modificando nel tempo gli ambiti di tutela, e soprattutto la sua funzione di difesa rispetto ai traumi politici e sociali prodotti da un mondo sempre più insicuro.
INDICE
Introduzione
1. Povertà e forme di assistenza dall’età moderna a metà Ottocento
Le prime iniziative di lotta al pauperismo/Il problema dei poveri fra Illuminismo ed età delle rivoluzioni/Riforme sociali e questione operaia nel primo Ottocento
2. La nascita dello Stato sociale
Il modello bismarckiano/Mutualismo, politiche assistenziali e legislazione sul lavoro/Liberali e socialisti: dalle riforme d’inizio secolo alla Grande guerra/Esperienze a confronto
3. Le politiche sociali tra le due guerre
Dalla Grande guerra alla crisi del 1929/Il New Deal e il concetto di social security/Lo Stato sociale totalitario/Le radici del welfaresocialdemocratico/La svolta di Beveridge: verso il welfare state
4. La costruzione del welfare state: previdenza e assistenza dal 1945 ai primi anni settanta
Proteggere «dalla culla alla tomba»/Alla ricerca dell’universalismo/I sistemi previdenziali nei paesi scandinavi e nel Regno Unito negli anni cinquanta/Pensioni sociali e modello “a ripartizione”: il percorso di Germania, Francia e Italia/L’espansione delle tutele previdenziali negli anni sessanta/Il Sessantotto e le pensioni
5. L’apogeo del welfare: assistenza sanitaria pubblica e nuovi ambiti di tutela
Il terzo pilastro: il Servizio sanitario nazionale/Nuovi bisogni sociali e allargamento dei confini del welfare: lavoro, casa, istruzione/L’accelerazione della spinta riformista negli anni sessanta/Le politiche sociali alla prova del Sessantotto/Un bilancio
6. Dal welfare optimism al welfare pessimism. La crisi degli anni settanta e ottanta
La fine dell’“età dell’oro”/Quadrare il cerchio: l’emergere della questione pensionistica/I servizi sanitari nazionali e il problema della sostenibilità/Il fallimento del keynesismo e la crisi delwelfare/Considerazioni conclusive
7. Verso un nuovo Stato sociale?
La svolta del 1989/Le sfide della previdenza/I sistemi sanitari alla prova/Un welfare nuovo per una società nuova/Scenari del terzo millennio
Riferimenti bibliografici
Indice dei nomi
Giulio Andreotti (1919-2013)
Persistere (nella ricerca) e non rimuovere (la memoria)
Oggi pomeriggio e domani, presso l’auditorium di via San Gallo a Firenze (domattina c’è pure il sottoscritto). Ulteriori informazioni: http://persistenzeorimozioni.wordpress.com/.

Lavoro!
“Vergogna! Buffone!”
E a un certo punto ti viene in mente che per un curioso scherzo della storia gli insulti e le contestazioni pubbliche nei confronti di molti esponenti politici del Pd (dopo Franceschini, Fassina) cadono esattamente in occasione del ventennale delle monetine dell’Hotel Rapahel.
E giù applausi
La cosa più desolatamente rivoltante a margine del discorso d’insediamento di Giorgio Napolitano, in alcuni passi durissima denuncia dell’ignavia del Parlamento e della classe politica, sono stati i fragorosi battimani proprio da parte degli sciagurati che dopo tutti questi mesi non hanno saputo far altro che andare in fretta e furia a richiamarlo.













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