Chi sono
Benvenuti.
O, per chi già conosceva il vecchio blog, ben ritrovati.
Nato a Firenze nel ’65, mi occupo di storia sociale. In particolare, i miei interessi di ricerca si sono indirizzati verso la storia del movimento operaio (movimento sindacale e partiti della sinistra socialdemocratica) e dell’evoluzione delle politiche di protezione sociale e dei sistemi di welfare. Più di recente, ho cominciato a lavorare attorno ai temi della sicurezza e dell’insicurezza sociale, della storia culturale delle paure collettive e della percezione dei disastri e delle catastrofi nell’immaginario in età contemporanea. Attualmente insegno e studio a Siena. Qui trovate le mie pagine “ufficiali”.
Anche se questo weblog contiene l’elenco aggiornato dei miei lavori e delle mie ricerche non ha alcuna pretesa scientifica o accademica né intende accreditare in alcun modo la mia opinione rispetto a quella di altri. Le informazioni su di me servono solo a giocare “a carte scoperte” con i visitatori senza trincerarsi dietro a pseudonimi di comodo. L’obiettivo del blog è semplicemente quello di raccogliere documenti, materiali, spunti di riflessione, note sui temi attorno ai quali lavoro o semplicemente notizie che mi colpiscono o che rientrano nei miei interessi o passioni personali. In piena libertà e, quando mi riesce, con un po’ di sana autoironia.
Perché il nome Tau Zero? Nel 1970 lo scrittore di fantascienza, Poul Anderson, pubblicò un romanzo con questo titolo. La storia parlava di un’astronave con a bordo una cinquantina tra uomini e donne che, per un guasto ai motori, è condannata a viaggiare nello spazio ad una velocità prossima a quella della luce. Cioè, secondo la teoria della relatività, con un fattore tau prossimo allo zero. La Leonora Christine diventa allora un proiettile senza freni, scagliato follemente verso l’ignoto in un universo in cui le normali leggi della natura sembrano non valere più. Qualcosa di molto simile a questa nostra società di inizio millennio, che avanza a grandi passi verso un futuro che a molti appare indefinito e angoscioso.
Insomma. Benvenuti o ben ritrovati.
Grazie comunque di essere qui.















