Tau Zero

Il blog di Gianni Silei

Tranquilli, è tutto nella paranormalità

8 febbraio 2010 | Nessun Commento

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Com’era facile prevedere (qui lo avevamo segnalato in tempi non sospetti) attorno a Paranormal Activity dopo le segnalazioni di malori, stati catatonici, attacchi di panico e via discorrendo, stanno fioccando le polemiche. Acuite dal fatto che pure alcuni figli di politici (anche di insospettabili) si sono impauriti (anche solo guardandone il trailer) e che numerosi altri genitori si sono indignati come loro. Insieme al Codacons, ovviamente.

Non entro nella questione se il film vada vietato o meno. Mi è solo venuto da pensare a quello che capitò in Italia e all’estero nel lontano 1973 (o forse era il 1974) intorno a un film “paurosissimo” e “impressionantissimo” che raccontava la storia di una bambina chiamata Regan (trattasi di assonanza: nessuna parentela). Allora, essendo anch’io bambino come Regan, ricordo di aver trascorso qualche notte insonne solo per aver carpito, da qualche frase dei genitori o degli zii,  quello che capitava al suo collo e alla sua voce. Persino qualche anno più tardi, già ragazzino, rammento lo strano disagio che provai nell’ascoltare l’inquietante fruscìo su vinile della sua (allora straordinaria oggi un po’ più inflazionata) colonna sonora, finalmente prestatami da un amico. Ah, per la cronaca ero solo in casa e per giunta era, giuro, un buio pomeriggio d’inverno.

Ho ripensato a quei tempi ma, soprattutto mi è venuto da pensare su quanto si siano fregati le mani i produttori e i distributori di allora e quanto se le stiano fregando, oggi, quelli di questa nuova, terrificante e orrorifica pellicola dopo così tanta pubblicità. Gratuita (?).

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