La rassicurante presenza di Al-Qaeda
1 dicembre 2008 | Nessun Commento
Appena superato lo shock iniziale, stampa ed osservatori si sono lanciati nelle più svariate congetture circa i mandanti degli attacchi terroristici di Mumbai. “L’obiettivo erano gli ebrei”, scriveva ieri il Corriere con grande risalto, dando credito ad alcune dichiarazioni dell’unico terrorista catturato vivo. Sulla notizia torna oggi anche Repubblica, citando le stesse fonti.
Un racconto atroce che però sembra dimenticare che le povere vittime della Nariman House, sono state solo una parte della mattanza. E che se uno volesse davvero fare strage solo di cittadini israeliani certamente troverebbe almeno una dozzina di obiettivi (tutti lontani dall’India) dove – ahimé – portare a termine con maggiore “successo” un simile folle progetto. Israele sicuramente c’entra, ma né più né meno come c’entrano gli occidentali, in testa americani e inglesi.
C’entra invece poco o punto, almeno questa è l’opinione di Misha Glenny, il jihadismo internazionale. “Le radici di questo incubo” – scrive sul Guardian – “vanno ricercate altrove”. Ad esempio nel deterioramento delle relazioni tra Indu e Musulmani, in India e a Mumbai, un processo in atto da oltre un ventennio. Ma anche, come parrebbero dimostrare le rinnovate tensioni tra i due paesi, nelle fragili relazioni regionali tra India e Pakistan.
Vere o no queste affermazioni, una cosa è certa: ancora una volta il richiamo ad Al-Qaeda consente di spiegare all’opinione pubblica mondiale in modo chiaro e a suo modo anche rassicurante eventi come quelli dei giorni scorsi. Rassicurante in quanto identifica con tanto di nome e cognome il nemico, svelando generalità note ai più. Tutte caratteristiche che inducono, anche psicologicamente, a temerlo in misura minore, rispetto ad altre minacce e comunque a non introdurre, in questo pazzesco gioco al rialzo degli attacchi terroristici, una ulteriore e, sconosciuta, variabile.
Ma se, come sostiene Misha, così non fosse?
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